Qual è la luce desiderata dagli chef per i loro piatti e per i loro ristoranti stellati?

Qual è la luce “giusta” per regalare al cliente un’esperienza sensoriale a tutto tondo? Giornalisti, chef, aziende e lighting designers si sono confrontati intorno a un tavolo.

Ed ecco spiegato il legame tra cibo e emozione!
La verità è in equilibrio tra il piatto e la luce.

La corretta percezione dello spazio va progettata come viene progettato un piatto ed è indispensabile che tra i diversi elementi dell’architettura, e la luce tra questi, vi sia la stessa armonia che amalgama gli ingredienti dello chef. Perché progettare il cibo non basta, bisogna progettare l’intera esperienza per regalare al cliente un’emozione che lasci il segno!
Gli esperti concordano: ogni piatto ha bisogno di una sua luce, senza nessuna spettacolarizzazione. Non dobbiamo cercare luci che falsifichino la percezione, ma una luce che valorizza quel dato ingrediente e il messaggio che lo chef vuole dare. Il ristorante deve trasformarsi in un luogo in cui ogni giorno si rappresenta la storia dello chef, un ambiente ideale all’ascolto della poetica del cibo e delle sue emozioni.

E la luce è uno strumento fondamentale, per regalare emozioni all’esigente gourmet e per comunicare efficacemente l’immagine del brand.

 

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